Famiglia

IMU- La tassa che ci tartassa

La primavera è in fin arrivata, spazzando così la fredda aria dell’ormai trascorso inverno. Ora sole e giornate fresche e miti da padron la faran, ma dietro l’angolo la nuova tassa dunque ci aspetta.

La famigerata nuova tassa, che di nuovo ha ben poco, se non il nome, ha gettato nel caos la popolazione italiana. Nessuno riesce più a barcamenarsi in questo groviglio di informazioni. Come pagarla, come calcolarla, quali aliquote si dovranno considerare?

 

Facciamo un passo indietro, spiegando nel dettaglio questo supplizio di tantalo: IMU altro non è che l’Imposta Municipale Unica sugli immobili istituita in Italia nel 2011 con D.Legs 23/2011. All’inizio con decorrenza dal 2014, ma poi anticipata al 2012 dal Decreto Monti per le misure anti-crisi.

L’IMU, altri non è che la vecchia ICI, abolita nel 2007, reintroducendo l’imposta sui patrimoni immobiliari.

La nuova tassa viene applicata sul posseso degli immobili, compresa l’abitazione principale, L’imposta è fissata nel decreto Monti ad una aliquota  dello 0,76% e un’aliquota ridotta dello 0.4% pe rl’abitazione principale.

Ai Comuni è riconosciuta la facoltà di modificare entrambe le aliquote al ribasso o al rialzo di 0,3 punti percentuali sull’aliquota ordinaria e di 0,2 punti percentuali sull’aliquota ridotta.

Al momento i Comuni non hanno preso una decisione ufficiale sulle aliquote, così il pagamento della prima rata , che avverrà il 18 Giugno 2012, potrà essere effettuato sulla base delle aliquote standard a livello nazionale, tramite emendamento al decreto, decisione presa dal governo dopo l’allarme ipotizzato dai CAF, i centri che aiutano i contribuenti nella compilazione delle dichiarazioni.

Infatti, in una lettera indirizzata al sottosegretario all’Economia Ceriani, la consulta che li riunisce aveva espresso “preoccupazione e disagio” per la mescolanza delle informazioni, dopo che, proprio nel decreto fiscale era stato fissato un nuovo termine, ossia il 30 Settembre, per quanto concerne la deliberazione sulle aliquote.

Il Presidente della Consulta dei Caf, Valeriano Canepari, ha proposto due possibili soluzioni a questi disagi:

1) il rinvio della scadenza di giugno;

2) l’adozione in forma ufficiale della possibilità di pagamento provvisorio.

Quale, dunque, la scelta del Governo? La seconda opzione.

Ovviamente, le eventuali maggiorazioni andranno poi a scaricarsi sul saldo di dicembre.

L’unica certezza è che dobbiamo pagare una non precisata cifra, e questo non farà altro che impoverire le già povere tasche degli italiani. indaffarati nella ricerca e nel mantenimento di un lavoro.

Cosa ci resta da fare? Sperare che dopo la tempesta torni il sereno