Benessere

Telemedicina: Italia pronta al collaudo

Uno strumento innovativo per offrire ai pazienti un’assistenza migliore e più efficiente grazie all’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT), in grado di trasferire istantaneamente dati, segnali e immagini tra pazienti e personale medico.

Lo sviluppo della tecnologia satellitare per la telemedicina ha origini lontane, risale agli anni Settanta e alla necessità da parte della NASA di monitorare a distanza i parametri fisiologici degli astronauti. La diffusione capillare di Internet e i progressi tecnologici e scientifici che da allora si sono susseguiti, hanno reso i costi più contenuti e consentito così di pensare ad un’applicazione pubblica di questo straordinario strumento.

L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha investito 12 milioni di euro in un progetto di sperimentazione per il sistema italiano di medicina satellitare Telesal. Le regioni interessate sono undici: Friuli, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Umbria, Abruzzo, Puglia, Campania, isole toscane e Sicilia. I test, conclusi positivamente a fine gennaio, riguardavano diversi ambiti: ambulanze, assistenza domiciliare, pratiche amministrative, ricerca.  Il progetto infatti prevede, fra le altre utilità, l’impiego di cinque ambulanze in grado di organizzare l’assistenza in coordinazione con il 118, terminali per la telemedicina da installare su navi e aerei e veicoli mobili per analisi a tappeto sulla popolazione.

Attualmente Telesal riguarda esclusivamente il settore della mobilità e della rilocabilità di apparecchiature trasportabili, quali ad esempio ospedali da campo per aree di crisi, e servizi in zone isolate o rurali non servite da reti di telecomunicazioni fisse come località montane o isole. Ciò nondimeno si può facilmente prevedere che tali applicazioni in futuro verranno integrate nel Sistema Sanitario Nazionale in modo da offrire ai pazienti un servizio più efficiente in ogni settore medico.

Innegabili i vantaggi nel campo logistico ed economico; si può ritenere ormai superato anche il dubbio della validità metodologica sul piano clinico, in quanto già da anni si è dimostrata l’affidabilità dei sistemi di teleconsulto; resta la perplessità circa una sostanziale svalutazione del rapporto medico-paziente, qualora non si tratti di emergenza o ricerca, bensì della possibilità di sottoporre i referti diagnostici agli specialisti per via telematica,  senza ricorrere a spostamenti fisici di medico o paziente. Si tratta di una questione da non sottovalutare, considerata la fondamentale importanza di tale rapporto in certe situazioni specifiche: basti pensare a malattie oncologiche o pediatriche.

Va in ogni caso sottolineato che limitare gli spostamenti dei pazienti ridurrebbe tempi e costi e garantirebbe un’assistenza sanitaria uguale per tutti sul territorio nazionale.

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